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domenica 9 novembre 2014

Muri e profeti


Tra il 1945 e il 1961 furono ben 2 milioni e mezzo i tedeschi che passarono dalla Repubblica democratica tedesca (DDR) alla Repubblica federale. L’enclave di Berlino era la testa di ponte più frequentata per l’approdo.
Nella notte fra il 12 e il 13 agosto 1961, le autorità della DDR cominciarono a rinforzare il confine che attraversava Berlino con barriere di filo spinato. «Nessuno ha intenzione di costruire un muro», aveva dichiarato il 15 giugno  il capo di stato della DDR, nonché segretario del Partito socialista unitario, Walter Ulbricht. Il 15 agosto si cominciavano a usare blocchi di cemento e pietra per costruire un muro che sarà lungo 155 km e 28 anni...
Sul finire dell’agosto 1989 l’Ungheria aprì un varco nella “cortina di ferro” verso l’Austria e a migliaia passarono dalla Germania dell’Est all’Ungheria e alla Cecoslovacchia. Il vento del cambiamento aveva cominciato ad alzarsi possente e diede aria alla protesta. Dapprima furono vortici di piazza, che ai dirigenti politici sembrarono semplici temporali isolati, ai quali avrebbero saputo opporre come al solito sponda. Il temporale si ingrossò rapidamente e si fece ciclone. Il capo della DDR, Erich Honecker, venne costretto alle dimissioni il 18 ottobre. Era stato lui, qualche mese prima, a dichiarare che il Muro avrebbe avuto altri cent’anni di vita...
Il suo successore, Egon Krenz, concesse ai cittadini dell’Est di passare a Ovest. Lo tsunami era ormai incontenibile e il 9 novembre, esattamente 25 anni fa, uno scollamento nella filiera della comunicazione scatenò l’urto di migliaia di persone contro il Muro, che quella notte cedette. 
Per parte mia, celebro l’anniversario sperando che, nell’occasione, qualche leader dichiari perenni altri muri, costruiti di nuovo e ancora sulla terra, sul mare, nell’etere.

lunedì 13 ottobre 2014

Per seguire il Sinodo


Settimana sul tema nel 2013 e 2014

Il sinodo del coraggio e dell’umiltà (2014, 35, p. 1) m Il sinodo tra dottrina e pastorale (2014, 35, p. 2) m Una “casa” ospitale per divorziati risposati (2014, 35, p. 6) m Il libro aperto e le mani piagate (2014, 35, p. 11) m Famiglia tra codice e vita (2014, 28, p. 1) m Il matrimonio “complesso” e la salvezza dell’altro (2014, 26, p. 8) m Essere genitori oggi: missione (im)possibile? (2014, 23, p. 8) m Kasper: «Il Vangelo della famiglia» (2014, 21, p. 15) m Casomai ci ripensiamo (2014, 20, p. 5) m Le radici sponsali dell’essere umano (2014, 19, p. 5) m La famiglia fa la differenza (2014, 18, p. 7) m Laici sposati “bene” di Chiesa e società (2014, 18, p. 8) m Se muore il matrimonio… (2014, 17, p. 8) m La famiglia: osservare e ascoltare (2014, 16, p. 11) m Come aiutare la famiglia (2014, 14, p. 2) m Sulla famiglia il papa non gioca al ribasso (2014, 13, p. 12) m Convivenze, nozze incerte, famiglie instabili (2014, 12, p. 1) m Il «noi» è superiore all’“io” e al “tu” (2014, 9, p. 11) m Per una famiglia legata al reale (2014, 8, p. 11) m Unità e conflitto in famiglia (2014, 7, p. 11) m Spazio e tempo in famiglia (2014, 6, p. 11) m Come giudicare i fidanzati conviventi? (2014, 5, p. 2) m Generare alla vita buona del Vangelo (2013, 41, p. 4) m Sinodo e famiglia. Il coraggio di Francesco (2013, 40, p. 1) m Famiglia futuro della società (2013, 33, p. 1) m La famiglia in primo piano (2013, 31, p. 14) m La famiglia educa alla custodia del creato (2013, 29, p. 5) m Parrocchia e famiglia iniziano alla fede (2013, 26, p. 1) m Divisi in matrimonio (2013, 22, p. 3) m Carità coniugale e carità pastorale (2013, 21, p. 6) m Famiglia italiana: lavori in corso (2013, 19, p. 3) m Famiglia: fragilità e speranze (2013, 19, p. 4) m Se anche la famiglia diventa “liquida” (2013, 19, p. 5) m Paese ricco, adolescenti poveri (2013, 2, p. 7) m 47a Settimana sociale a tema famiglia (2013, 1, p. 11).

La rivista Il Regno cura quotidianamente un blog a più voci.

lunedì 11 novembre 2013

Partita e partito


«Se giocate guai a voi»: così gli ultras del club Nocerina, non ammessi allo stadio, ai giocatori della loro squadra. La quale, tra sostituzioni e infortuni platealmente simulati, ha mandato la formazione in inferiorità numerica, costringendo l’arbitro a decretare la fine dell’incontro dopo 20 minuti di gioco. In cielo, un aereo trascinava lo striscione «Rispetto per Nocera e per gli ultras». «Brutta pagina di sport» ha commentato il questore di Salerno.

«Anche Fini e altri ebbero due settimane di spazio sui giornali, ma poi è finita come è finita», dice Berlusconi ai ministri del suo partito in un’intervista all’Huffington Post, per “invitarli” a ritirarsi dall’alleanza con chi intende dare conferma politica a quanto stabilito dalla legge e da una sentenza. «Ripeto: è nel loro interesse ascoltare cosa dicono i nostri elettori, per non commettere errori che li segnerebbero per tutta la vita», mentre i media strisciano il richiamo al «metodo Boffo». «Brutta pagina di politica», commento io.

giovedì 27 settembre 2012

Donne: perché no?



Che sia autentico o meno il papiro copto la cui notizia ha fatto il giro del mondo a dir la verità forse importa solo agli addetti ai lavori. Che il termine “mia moglie” (attribuito a Gesù), sia reale o solo figurato interessa ancora meno: in ogni caso si tratta di un testo apocrifo e poi il significato spazierebbe anche su amica, compagna, collaboratrice …
Ma c’è un aspetto che potrebbe fare la differenza: se questa notizia potesse in qualche modo porre definitivamente termine ad una situazione problematica com’è stato per secoli il rapporto Chiesa-donne, nonostante tutti i documenti che affermerebbero il contrario. Che la relazione di Gesù con le donne fosse ben diversa da quella dell’epoca (vedi Samaritana al pozzo, per fare un esempio) si conosceva, ma che si possa immaginare che parlasse anche solo di un’amica di cui potersi fidare, non sarebbe rivoluzionario? “Una donna per amico”, cantava Lucio Battisti, e se l’avesse pronunciato ben prima Gesù?

Perché non le donne?”, titola un articolo di Emil A. Wcela sulla rivista dei gesuiti America del  1 ottobre. I testi del Magistero hanno parlato chiaro anche di recente: l’ordinazione per le donne non s’ha da fare. Neanche questo credo sia un problema per la maggior parte di loro. 
Ma perché non “altri” ministeri? si chiede l’Autore, che è vescovo emerito di Rockville, NY. Nella Chiesa primitiva erano molti i ministeri a rendere feconda la vita della comunità, primi fra tutti i diaconi.  Oggi non esistono ragioni culturali per escludere le donne dal diaconato, ma la questione è ancora aperta: fino a quando?
Laici corresponsabili della pastorale: uomini e donne, tanto per non dimenticare.

martedì 18 settembre 2012

Finzione e realtà




Difficile accettare l’interpretazione condivisa dai media secondo la quale le violenti proteste di questi giorni, in molti paesi dell’islam contro le istituzioni e simboli americani o anche genericamente occidentali reagiscano alla blasfemia del singolo film L’innocenza dei musulmani, visto da pochi anche se troppi.
Difficile accettare che la diffusione di spezzoni girati con i telefonini sul set di Abu Ghraib e dintorni, diffusi come un serial in tutto il mondo, classificabili sotto il titolo La colpevolezza degli americani non abbiano compresso rancori come miscela in un cilindro: qualunque scintilla è buona.
Difficile accettare la tesi che la religione sia solo finzione, se, adeguatamente invelenita, può portare a violenze e uccisioni purtroppo realissime.
Impossibile accettare la conclusione di chi si dichiara «realista» e ritiene, da qui, di non poterci far niente. «La fede autentica non può condurre alla morte» (Benedetto XVI in Libano). Custodirla e convertirla ha più effetti nelle strade che nelle chiese.

venerdì 14 settembre 2012

Come eravamo o come saremo?

C'erano una volta i "preti operai", che condividevano il lavoro nelle fabbriche, le battaglie sindacali, i discorsi da bar e le preoccupazioni di famiglia. Una testimonianza scarna di parole in superficie, densa di solidarietà. Sono rimasti in pochi. Si affacciano altre modalità di "vita con", più "imprenditoriali" verrebbe da dire. Solidali, in questo, con chi deve "inventarsi" un lavoro e buttarsi sulla piazza.

1. «Pompelmo è il suo nome d’arte, trovatogli per caso – o forse per... rotondità – dal collega professionista che per primo lo spinse sulla segatura della pista circense, all’inizio degli anni Ottanta. In realtà don Cantini – vocazione adulta, già perito chimico di ottime promesse, ora da quasi un anno cappellano del porto di Livorno – lo chapiteau lo frequentava già da un po’, grazie all’amicizia con il confratello lucchese don Franco Baroni (un vero precursore della pastorale del circo in Italia) e lo sognava da ben prima, praticamente dall’infanzia: il circo lo ha rincorso fin da bambino, sostiene infatti spesso. L’incontro definitivo però avvenne nel 1981 a Rosignano Solvay, dove il giovane prete si trovava come viceparroco. Da allora don Pompelmo ("Era più facile sentirmi chiamare così che con il mio nome", scrive) non ha più smesso di girare la Penisola dietro alle roulotte delle famiglie circensi, soprattutto d’estate. E – un po’ per introdursi nell’ambiente vincendo la timidezza, un po’ per fare almeno l’"ospite pagante" – ha cominciato a lavorare sulla pista come clown». Avvenire recensisce il voume pubblicato dalle EDB nel quale don Cantini si racconta.

2. «Don Alessio Albertini, fratello dello storico centrocampista del Milan e oggi vicepresidente della Figc, Demetrio, sarà il volto nuovo di "Stadio Sprint" su Rai 2.  Don Alessio è il vicario della comunità Giovanni Paolo II di Pero ed è anche il responsabile dell'ufficio sport della diocesi di Milano - ha spiegato il conduttore Enrico Varriale -. È abituato a parlare agli allenatori delle squadre giovanili» (Repubblica). Cosa ne direste di un prete che lascia la poltron del commentatore e "scende in campo"? O - come in politica - è meglio che i preti stiano fuori dalla competizione, soprattutto dalla pretesa di fare gli arbitri?

giovedì 23 agosto 2012

Restauri

1. Cecilia Giménes, 80 anni, è una delle poche fedeli che frequentano il Santuario de Misericordia su un monte a pochi chilometri da Borja (Saragozza, Spagna). Vedendo l'immagine del Cristo incoronato (opera di Elías García Martínez, primi anni del secolo scorso) deturpata dal tempo ha pensato di restaurarla con tutta. La buona volontà e la buona fede pare proprio non siano bastate.


2. Roberto Formigoni è esposto da talmente tanto tempo nei santuari del potere che si potrebbe annoverare tra i «beni culturali» protetti dalla sovrintendenza. Al Meeting di CL ha messo mano di buona volontà al «restauro» della sua immagine, compromessa dal tempo e dalle «tonnellate di fango» sparate da Repubblica e altri detrattori (fra i quali la Magistratura). E rivela: «Quando è venuto il Papa a Milano gli sono andato incontro lui mi ha detto "Io prego tutti i giorni per lei", sono rimasto sconvolto. Gli ho detto "Grazie Santità perché ne ho bisogno"».

martedì 21 agosto 2012

Griffes

1. La Mattel ha annunciato di aver accettato la produzione di una Barbie calva, per farne dono agli ospedali pediatrici dovo sono ricoverate bambine colpite da tumore. L'Osservatore romano plaude all'iniziativa, ma si rammarica perché il modello non verrà commercializzato e si perde quindi un'occasione per tutte le altre bambine di "familiazzare" con la condizione di malattia. A quanto sembra queste operazioni "culturali" non sono redditizie commercialmente e perciò la Mattel preferisce regalare piuttosto che investire.
2. Mons. Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, ha celebrato la messa a Pantelleria, trasmessa in diretta su RaiUno, indossando i paramenti che egli stesso aveva "commissionato" ad Armani. Lo stilista, infatti, possiede una villa sull'isola, della quale è cittadino onorario dal 2006.





3. A Ferragosto Sting si è esibito nella villa del magnate russo Alisher Usmanov sulla Costa Smeralda, durante una festa privata organizzata per il compleanno della sorella di Putin; era presente Berlusconi. Da The Russians love their children too a Sting loves the Russians money too.



C'è qualcosa che accomuna queste tre notizie, ma non riesco a definrlo. Eppure...

venerdì 17 agosto 2012

La fama e la fame

1. Bossi ritorna, titolano i giornali (se ne fosse mai andato...). "La prossima settimana aprirò il mio ufficio da presidente e metterò le cose a posto: valuterò se ci sono state espulsioni ingiuste. ... Nella Lega a volte ci vuole più rispetto. Non è perchè qualcuno sbaglia dopo aver a lungo combattuto con noi che lo si può cacciare via" (Repubblica).
 

2. Tre quarantenni, due bresciani e un genovese, hanno rubato pane, pasta, 2 kg di fagiolini e una bottiglia di vino. Il furto è avvenuto la scorsa notte nel quartiere Marassi di Genova, approfittando del vetro rotto, sostituito con un resistibile relone. Sono stati arrestati con le dita nella marmellata, è il caso di dirlo. Al giudice hanno detto di aver agito «per fame»: scarcerati con obbligo di firma (L'Unità). Non è perché qualcuno sbaglia dopo aver a lungo combattuto con noi che lo si può cacciare in galera...