mercoledì 8 febbraio 2012

Volto

Dopo il concilio di Nicea (787) si riapre la disputa sulle immagini, sui simboli religiosi? La domanda suona eccessiva se finalizzata alla querelle sullo spettacolo teatrale di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel Figlio di Dio (Sett. 43/2011,p.1).
La storia drammatica di un rapporto fra padre (invecchiato e incontinente) e figlio sotto lo sguardo del volto di Cristo di Antonello da Messina (fatto segno di lancio d’oggetti) ha visto rinnovarsi un copione già conosciuto: l’imbarazzo delle curie, le messe riparatrici e le manifestazioni impotenti, le proteste libertarie.
Quasi inesistenti le valutazioni artistiche, più argomentate le riflessioni sulla blasfemia o meno, scontato il resto. Ciò che sfugge è il mutamento delle società occidentali. Essere multiculturali significa accettare patrimoni religiosi che non hanno conosciuto Nicea.
La domanda identitaria si alza per tutti. I vecchi schemi non servono più. Dialogo interreligioso, laicità inclusiva, responsabilità civili sono ugualmente sollecitati. Prima ce ne accorgiamo meglio è.

Apparso sul numero 5 di Settimana del 5/2/2012

martedì 7 febbraio 2012

P. Giacomo Martina

Il padre gesuita Giacomo Martina, biografo di Papa Pio IX e studioso della Chiesa cattolica in eta' moderna, e' morto ieri, all'eta' di 88 anni, nella residenza San Pietro Canisio contigua alla casa generalizia della Compagnia di Gesa' a Roma. La scomparsa, hanno annunciato oggi Radio Vaticana e 'L'Osservatore Romano', e' avvenuta proprio alla vigilia della memoria liturgica del Beato Pio IX, figura alla quale padre Martina aveva dedicato buona parte della sua vita di studioso, pubblicando tra il 1974 e il 1990, in tre volumi, la piu' completa ricostruzione del suo pontificato mai scritta (Edizioni Pontificia Universita' Gregoriana).

Fonte: Adnkronos 7/2/12

lunedì 6 febbraio 2012

David Maria Turoldo

Il 3 dicembre del 1950 padre David Maria Turoldo – di cui ricorrono quest'anno, il 6 febbraio, i vent'anni dalla morte – cominciò la sua collaborazione con il nostro giornale. Una collaborazione continua, regolare: per tanti anni Turoldo scrisse le sue riflessioni sull'uomo e sull'uomo e Dio ogni domenica sulla terza pagina de L'Eco di Bergamo. In realtà, il primo contributo di Turoldo al giornale arrivò il 22 settembre del 1947. Era una poesia: «Senti che è di troppo / il sapore di una pesca / in questa povertà / di case diroccate / senti che non ti è lecito / provare questo dolciore / d'anima emigrata / dalle strade della tua umanità / Sposata hai / una pena / di non sentire mai / dolcezza alcuna / che non sia di tutti...».
Il 3 dicembre 1950, L'Eco di Bergamo presentò in prima pagina la sua collaborazione: «È l'inizio della collaborazione domenicale al nostro giornale di una delle anime più evangelicamente vive del nostro tempo. Padre David Maria Turoldo, dei Servi di Maria, commenta il Vangelo nel Duomo di Milano ed è molto noto anche nel mondo delle lettere, dove ha vinto un "Premio di poesia S. Pellegrino"». Il direttore de L'Eco di Bergamo, monsignor Andrea Spada, al timone del giornale dal 1938 al 1989, teneva molto alla sua terza pagina: aveva reclutato firme di alto livello del mondo cattolico, da don Primo Mazzolari, a Jacques Maritain, Riccardo Forte, Cesare Angelini. Si trattava talvolta di voci di avanguardia, non sempre gradite a tutta la gerarchia ecclesiastica. Turoldo era fra questi: le sue parole erano sincere, profonde, spesso anticonformiste. Scriveva per il Natale del 1954: «Perfino il Natale, alla fine, può risultare una data che è contro di noi: perché arrivare a vedere la luce, ma restare in se stessi tenebra, aprire le porte, ma tenere chiuso il cuore, sentire che il comunicato è quello dell'amore e d'altronde riprendere domani il proprio posto sulle barricate dell'egoismo; tutto ciò fonda la nostra seconda colpa di origine, il nostro carico di responsabilità incancellabile».
Padre Turoldo con una certa frequenza veniva a trovare don Spada in redazione. Ricorda Luciano Capoferri, per tanti anni segretario del direttore: «Padre Turoldo arrivava nel corridoio, a grandi passi. Emanava un senso di autorità con quella sua figura imponente, avvolta nel mantello, e parlava con una voce profonda. Don Spada lo ammirava molto». Don Spada lo ammirava anche perché amava la scrittura e capiva bene che le prose e le poesie di Turoldo andavano oltre il consueto, esploravano realtà nascoste, riuscivano a fare emergere elementi profondi del sentire. Lo ammirava come prete e come scrittore. Continua Capoferri: «Don Spada lo riceveva, rimanevano a parlare, poi quando se ne andava lo accompagnava. Talvolta scendevano alla libreria Buona Stampa, Turoldo passava in rassegna i libri, ne sceglieva alcuni, don Spada gli impediva di pagarli. D'altronde, il direttore si sentiva in debito: Turoldo non chiedeva compensi per la sua collaborazione».
Anche nella Chiesa bergamasca in quegli anni non tutti amavano Turoldo. Qualcuno lo contrastava. Ma Spada lo difese sempre. Don Spada amava i preti scomodi, ma di valore, che avvertiva sinceri, disposti a pagare di persona per le loro parole. Era stato fra i pochi a non chiudere mai la porta a don Primo Mazzolari. Turoldo scriveva ogni domenica, scrisse ogni domenica per vent'anni. Gesù, la chiesa, l'uomo, la società, la salvezza. Il 27 marzo 1977, a proposito dell'episodio evangelico dell'adultera, del celebre «Chi è senza peccato scagli la prima pietra», Turoldo notava che l'evangelista narra di un Gesù che alla fine resta solo con la donna. Scrisse Turoldo: «E Gesù la chiama "donna" e non prostituta, non adultera. La chiama donna; come chiama donna sua madre alle nozze di Cana e sotto la Croce. Come chiama, nell'Apocalisse, donna e sposa la sua Chiesa, nonostante tutta la nostra storia di peccato».
Ci furono momenti amari per padre Turoldo. Il 15 aprile 1975 fu al centro di polemiche per delle dichiarazioni «su un certo tipo di associazionismo cattolico che prevale sulle persone e sulla stessa Chiesa». Scrisse quel giorno Turoldo a Spada di essere contrario all'associazionismo settario: «Per la Chiesa che io invece sogno sempre libera e grande; Chiesa, paese dell'uomo, là dove anche l'ultimo, il più emarginato e il più lontano si trovino di casa!... Salvatrice di povera gente (povera in tutti i sensi)». Uno sfogo lungo, appassionato che si concludeva così: «Eccoti, amico, una lettera non ispirata al "buon senso". E può anche non avere nessun valore. Solo che ora, avendo scaricato il cuore, sono di nuovo contento. E ritorno a volerti bene come sempre».

venerdì 3 febbraio 2012

A Scampia anche la Chiesa è "Occupy"



La mobilitazione contro il coprifuoco che la camorra avrebbe imposto a Scampia, quartiere della periferia di Napoli, ribattezzata "OccupyScampia" è una iniziativa che si sposa con l'impegno costante della Chiesa. Lì "i sacerdoti sono impegnati in prima linea". Lo ha detto l'arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe. Qui l'intervista video di TM News.

mercoledì 1 febbraio 2012

Andrea Toniolo Responsabile SN Scienze religiose della CEI

Don Andrea Toniolo, presbitero della Diocesi di Padova e preside della Facoltà Teologica del Triveneto, è stato nominato Responsabile del Servizio nazionale per gli Studi superiori di Teologia e di Scienze religiose della Conferenza episcopale italiana.
La nomina è stata pubblicata oggi, venerdì 27 gennaio 2012, nel comunicato finale del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana riunitosi a Roma dal 23 al 26 gennaio 2012.

Filippo Iannone, vicegerente al Vicariato di Roma


Nato: il 13.12.1957 a Napoli

Professione religiosa: Ordine dei Carmelitani l'1.10.1977

Ordinato prete: 26.6.1982

Ordinato vescovo: 26.5.2001

Membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, membro del Consiglio per gli Affari Giuridici della Conferenza Episcopale Italiana, presidente del Comitato per l'edilizia di culto e membro della Conferenza Episcopale Laziale.
Nato a Napoli il 13 dicembre 1957, è entrato nell'ordine dei carmelitani il 1º agosto 1976 compiendo il noviziato nel convento dei SS. Silvestro e Martino a Roma. Divenne poi studente presso la comunità del Carmine Maggiore a Napoli e poi si è iscritto alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, conseguendo il baccalaureato in teologia. Ha conseguito la laurea in utroque iure presso la Pontificia Università Lateranense.
Ha fatto la sua prima professione religiosa il 1º ottobre 1977, quella solenne il 15 ottobre 1980. È stato professore associato di diritto canonico alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale e professore invitato presso alcuni istituti superiori di scienze religiose e presso la scuola di specializzazione in diritto ecclesiastico e canonico della facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.
È stato ordinato presbitero il 26 giugno 1982. Nell'ordine carmelitano ha ricoperto alcuni uffici di economo commissariale (1985-1988); economo nazionale (1988-1991), primo consigliere commissariale (1988-1994) e di presidente della commissione per la revisione delle costituzioni (1989-1995).
Nell'arcidiocesi di Napoli ha svolto diversi incarichi come difensore del vincolo presso il tribunale regionale campano (1987-1990); giudice e vicario giudiziale aggiunto presso il tribunale diocesano di Napoli (1990-1994); vicario episcopale per la IV zona pastorale (1994-1996) e vicario generale (dal 1996).
Il 26 maggio 2001 è stato ordinato vescovo dal cardinale Michele Giordano, arcivescovo metropolita di Napoli, diventando così il più giovane vescovo d'Italia.
Nell'ambito della riorganizzazione dell'arcidiocesi di Napoli, attuata dal cardinale Crescenzio Sepe, è stato nominato vicario generale, coordinatore dei vicari episcopali e moderatore della curia con delega al settore giurico-amministrativo.
Il 19 giugno 2009 papa Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo.

Convegno antiusura

L’incontro promosso dalla Consulta Nazionale Antiusura, tenutosi a Roma il 31 gennaio presso la sede della Caritas Italiana ha rilanciato il Cartello “Insieme contro l’usura” che nel 1995 determinò l’approvazione della legge 108/96 “Disposizioni in materia di usura”.
È stata sottolineata la situazione economica, peggiorata del 15,2% negli ultimi dodici mesi, dei ceti medi e medio-bassi; quasi la metà delle famiglie italiane (48,5%) è costretta a usare i risparmi accumulati in passato per arrivare a fine mese, e incontra molte difficoltà a superare la fatidica “quarta settimana” (45,7%) mentre il 27,3% non arriva a fine mese. Oltre il 70% degli italiani non riesce più a risparmiare; il 24,9% dichiara di avere difficoltà a pagare la rata del mutuo e quasi un quinto (il 18,6%) ha lo stesso problema con il canone di affitto.
Specchio della crisi è anche il proliferare dei “Compro-Oro” ai quali, nell’ultimo anno, si è rivolto un numero crescente di persone, soprattutto povera gente.
La piaga sommersa dell’usura, presente su tutto il territorio nazionale, che coinvolge non meno di 900.000 persone, escludendo gli immigrati (non meno di ventimila): «le famiglie a rischio di indebitamento estremo e quindi anche a usura sono circa tre milioni (il 25%), in particolare nel Mezzogiorno (intorno al 30%)».
È stata denunziata la ormai anacronistica, inattuale e costituzionalmente illegittima esclusione delle famiglie, vittime del reato di usura, dall’accesso alle provvidenze del fondo di solidarietà (art. 14 legge 108/96) confortati dal parere di illustri docenti di Diritto Costituzionale.
Altro fenomeno denunziato è stato quello legato al gioco d’azzardo, in particolare quello ideato e pubblicizzato dai Concessionari dello Stato.
È stata evidenziata la dimensione assunta su tutto il territorio nazionale, anche in virtù di pubblicità ingannevoli, che incentivano il sovraindebitamento di soggetti economicamente e psicologicamente più deboli, di famiglie e di imprese, con conseguente ricorso al debito usurario e al riciclaggio di denaro sporco.
Presentando il Cartello “Insieme contro l’azzardo”, mons. D’Urso ha evidenziato come questa “piaga” sia diventata la terza industria d’Italia, dopo l’Eni e la Fiat. Il mercato delle lotterie, scommesse, superenalotto, slot-machine… ha raggiunto nel 2011 un fatturato intorno ai 70 milioni di euro (13% in più rispetto al 2010).