venerdì 27 luglio 2012

Conversione e Liberazione

1. Sabato 21 luglio la Santa Sede ha comunicato di non riconoscere più i titoli di «pontificia» e «cattolica» alla [Pontificia] Università [Cattolica] del Perù, uno dei laboratori più qualifcati della teologia latino-americana e culla della Teologia della liberazione (TdL).
2. L'Osservatore romano del 26 luglio pubblica un'intervista a mons. Gerhard Ludwig Müller, nuovo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (CDF). La CDF aveva pubblicato nel 1984 e 1986, ai tempi di Ratzinger prefetto, due testi pesantemente critici verso la TdL. Mons. Müller aveva partecipato a un convegno insieme a G. Gutierrez (cf. Il Regno) e la ritrosia iniziale si era aperta a una valutazione più sfumata della TdL, fino a pubblicare nel 2004 A fianco dei poveri. Teologia della liberazione insieme a Gutierrez. Nell'intervista a L'Osservatore romano mons. Müller si domanda: «Come possiamo parlare dell’amore e della misericordia di Dio faccia alla sofferenza di così numerose persone che non hanno né cibo, né acqua, né cure, chi non sa come offrire un avvenire ai loro bambini, là dove la dignità umana è assente, là dove i diritti dell’uomo sono ignorati dai potenti?».
Da che parte si va?

Come si permette


Stazione di Bologna, anno 1 a.I. (avanti Internet). L’ordinaria coda alla biglietteria si fa straordinaria per via di un anziano signore, un po’ sordo un po’ confuso, che sta trattenendo l’impiegato allo sportello con successive, e spesso ripetute, domande.
L’impiegato dispiega una pazienza proporzionale alla coda che va crescendo. Il terzo della fila, al contrario, sta arrivando a ebollizione per l’insofferenza. Da pentola di fagioli che borbotta in continuazione si trasforma in pentola a pressione; un’imprecazione a timbro più alto è il fischio che precede il botto.
– Insomma, la vuole finire con questo signore? È da mezz’ora che sta allo sportello!
– Abbia pazienza. Ora è il suo turno e servo lui. Quando toccherà a lei le darò tutto il tempo di cui ha bisogno. Non sia maleducato.
– Come si permette? Lei non sa chi sono io!
Da dietro il vetro, l’impiegato si alza in modo che tutti lo vedano.
«Silenzio!», urla imperativo e autorevole. Il comando viene eseguito all’istante, senza mettersi in coda. «Ora il signore ci spiega chi è!».
Un mito (l’impiegato)! Un quadretto ormai “di una volta”, non solo perché nell’era d.I. (dopo Internet) le code alle biglietterie siano in via di estinzione – e certo non lo sono i cafoni. Semplicemente perché la Corte di cassazione ha stabilito in questi giorni che il monito «Lei non sa chi sono io» è punibile in quanto limita la “libertà psichica” dell’interlocutore. Quel giorno, a Bologna, mi pare che il più limitato psichicamente fosse il presuntuoso.

giovedì 26 luglio 2012

Olimpiadi: l'importante è poter partecipare

Domani la cerimonia di apertura – essa stessa una gara fra le varie edizioni – inaugurerà a Londra la 30a edizione dei Giochi olimpici estivi. Chissà se un giorno si avvererà il sogno di Gramellini e l'Unione Europea si presenterà come paese concorrente! Forse per alcuni giorni accanto alle ansie per i BOT troveremo qualche emozione per i Bolt nelle diverse specialità. Proprio Bolt dissemina aspettative di nuovi incredibili record. Mi spaventa delle Olimpiadi  questa necessità di superare limiti che prima o poi (ormai ci siamo) dovrebbero risultare invalicabili. Peggio, questo obbligo della crescita continua ce lo stiamo portando dietro da più di un ecolo in economia, dove non basta partecipare: bisogna proprio vincere. Anche qui prima o poi (ormai ci siamo) raggiungeremo il limite invalicabile.
Alla vigilia dei giochi raccolgo un paio di notizie che mi viene di associare.
1. Marcelo Rubens Paiva, scrittore e giornalista brasiliano, paraplegico, è stato "dimenticato" sull'areo ed è stato "ricuperato" un'ora più tardi grazie a un allarme lanciato su Twitter.
2. Il Parlamento italiano aveva stabilito per legge (162/98) il «diritto alla Vita indipendente per le persone con disabilità». «Oggi tutto questo rischia di sparire. I tagli ai trasferimenti agli enti locali da parte delle ultime Finanziare e il taglio dell'87% dei fondi per le politiche sociali (tra cui l'azzeramento del Fondo per la non autosufficienza) hanno prodotto uno tsunami che sta colpendo i Comuni» (cf. Avvenire on line; qui il video prodotto dalla da Ledha - Lega per i diritti delle persone con disabilità).
Mi dà fiducia sapere che ci permettiamo ancora di spendere denaro per permettere a qualcuno, benedetto dalla natura, di superare se stesso e portare più su tutta l'umanità. Ma la gara della vita resto convinto si misuri a partire da chi parte svantaggiato. Certe medaglie sono per ora più lontane del podio di Londra.

giovedì 19 luglio 2012

Vivere la Chiesa in tempo di Vati-leaks



Spettabile Direzione,
questa mia lettera trova la sua ragione nell’esprimere il consueto plauso per i suoi articoli, opportuni e indovinati. 
Plauso, che generalmente è implicito nel rinnovo dell’abbonamento. Ma questa volta, sento il bisogno di esplicitarlo per il lodevole articolo di Cosimo Posi con il postscriptum di Prezzi “Vivere la Chiesa in tempo di Vati-leaks”. 

Io darei maggior rilievo a tale articolo, ma non so come.
Distinti saluti.

Raffaele Anselmo
(Polizzi Generosa, Palermo)



L'articolo in questione è comparso sul n. 27 di Settimana che si può leggere qui. Anche in tempo di disagio - secondo l'autore - la Chiesa deve applicare la medicina del perdono, anche se è legittimo e doveroso rispondere alle accuse. Essa deve tornare all'annuncio del vangelo e vivere il presente in un atteggiamento di nuda fede.


martedì 19 giugno 2012

Faglie


Il terremoto sta facendo crollare, scossa dopo scossa, non solo case, chiese, capannoni e stalle, ma anche ipotesi scientifiche e strategie preventive. E per ora non ci permette nemmeno di utilizzare i verbi al passato. Se comunque, tra me e me, provo a fare una sintesi semplificatrice delle analisi raccolte da più voci, mi par di aver capito che quest’ultimo terremoto – anzi, terremoti – sia originato dallo scontro di placche geologiche lungo una faglia (peraltro in se stessa frammentata) ai piedi dell’Appennino emiliano.
Questa regione sta conoscendo la devastazione di un fronte geologico sommerso, che l’attraversa per lungo e che, quando si attiva, scompiglia, minaccia, abbatte o più cinicamente costringe te ad abbattere, ma comunque alimenta terrore e angoscia.
Questa regione ha conosciuto – e anche questa è storia relativamente recente, che ancora impedisce di utilizzare i verbi al passato – la devastazione di un fronte geopolitico fra le placche del nazi-fascismo e della resistenza. La «faglia gotica» ha seminato morte e devastazione per 300 kilometri e 300 giorni. La ricostruzione civile e umana ha assorbito risorse individuali e collettive immense e si è potuta realizzare grazie al dispiegamento di virtù non comuni.
Dal passaggio del Rubicone, ai confini dello Stato pontificio, all’immancabile nevicata che accende il titolo automatico dei TG – «Italia divisa in due» – questa regione sembra appoggiata sul crocevia di faglie e confini che periodicamente la fanno sussultare e continuamente la chiamano a ricostruire, riconciliare, rifare il tessuto sociale. Del resto, questa è una regione che, come le altre due al confine, ha la cerniera, il trait-d’union nel suo nome: Emilia-Romagna.

martedì 12 giugno 2012

No surrender

Milano - San Siro, 7 giugno 2012

We made a promise we swore wed always remember
No retreat, believe me, no surrender
Blood brothers in the stormy night with a vow to defend
No retreat, believe me, no surrender

lunedì 11 giugno 2012

Dubbi


Il padre di tutti gli interrogativi resta «Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?» e, forte degli insegnamenti di Quelo, so che «la risposta è dentro di me... ed è sbagliata». Ma ci sono anche tanti altri dubbi che mi si presentano quotidianamente, e per i quali non trovo risposta dentro di me, nemmeno sbagliata.
Mi è stato spiegato che la coda a fianco della mia si muove sempre più veloce della mia per via della statistica: la coda che si muove più lentamente è quella più carica (strano, perché siamo alla stessa altezza...) e dunque io ho maggior probabilità di trovarmici inserito (vorrei sapere però perché qualche volta non mi capiti di essere con la minoranza, della quale faccio parte in tante altre statistiche).
Altri dubbi analoghi mi tormentano senza risposta. Vado a messa perché sono cristiano o sono cristiano perché vado a messa? Mi sono ammalato perché sono vecchio o sono invecchiato perché mi sono ammalato? La banca mi fa credito perché ho bisogno di soldi o ho bisogno di soldi perché la banca mi ha fatto credito? Uno va in TV perché è famoso o è famoso perché va in TV? Prendo la parola perché ho delle cose da dire o dico delle cose tanto per prender la parola? Certi politici rubano ma si ritengono bravi perché sono stati eletti o sono stati eletti perché sono bravi a rubare? Ci sono i vigili perché c’è il traffico bloccato o c’è il traffico bloccato perché ci sono i vigili? Buon’ultima: Mi faccio queste domande perché ho del tempo o mi prendo del tempo per farmi queste domande?