martedì 14 ottobre 2014

Terremoto



Mentre il card. Peter Erdő dava voce alla Relatio post disceptationem, i padri sinodali hanno mantenuto la calma, ma gli osservatori giurano che si è sentito un terremoto. Di magnitudo tale da dover andare indietro 451 anni per trovare un precedente. Gli studiosi ritengo ci sia stato un leggero spostamento dell’asse (ecclesiale) di rotazione. Le conseguenza sull’ecosistema cattolico potrebbero essere vistose e comunque irreversibili. «Occorre accogliere le persone con la loro esistenza concreta, saperne sostenere la ricerca, incoraggiare il desiderio di Dio e la volontà di sentirsi pienamente parte della Chiesa anche di chi ha sperimentato il fallimento o si trova nelle situazioni più disparate. Questo esige che la dottrina della fede, da far conoscere sempre di più nei suoi contenuti fondamentali, vada proposta insieme alla misericordia» (11). «Seguendo lo sguardo ampio di Cristo, la cui luce rischiara ogni uomo, la Chiesa si volge con rispetto a coloro che partecipano alla sua vita in modo incompiuto e imperfetto, apprezzando più i valori positivi che custodiscono, anziché i limiti e le mancanze» (20).

lunedì 13 ottobre 2014

Papa Francesco si è giocato la canonizzazione


Il direttore di Settimana, Lorenzo Prezzi, interviene sul blog de Il Regno:
papa Francesco si è giocato la canonizzazione.

Per seguire il Sinodo


Settimana sul tema nel 2013 e 2014

Il sinodo del coraggio e dell’umiltà (2014, 35, p. 1) m Il sinodo tra dottrina e pastorale (2014, 35, p. 2) m Una “casa” ospitale per divorziati risposati (2014, 35, p. 6) m Il libro aperto e le mani piagate (2014, 35, p. 11) m Famiglia tra codice e vita (2014, 28, p. 1) m Il matrimonio “complesso” e la salvezza dell’altro (2014, 26, p. 8) m Essere genitori oggi: missione (im)possibile? (2014, 23, p. 8) m Kasper: «Il Vangelo della famiglia» (2014, 21, p. 15) m Casomai ci ripensiamo (2014, 20, p. 5) m Le radici sponsali dell’essere umano (2014, 19, p. 5) m La famiglia fa la differenza (2014, 18, p. 7) m Laici sposati “bene” di Chiesa e società (2014, 18, p. 8) m Se muore il matrimonio… (2014, 17, p. 8) m La famiglia: osservare e ascoltare (2014, 16, p. 11) m Come aiutare la famiglia (2014, 14, p. 2) m Sulla famiglia il papa non gioca al ribasso (2014, 13, p. 12) m Convivenze, nozze incerte, famiglie instabili (2014, 12, p. 1) m Il «noi» è superiore all’“io” e al “tu” (2014, 9, p. 11) m Per una famiglia legata al reale (2014, 8, p. 11) m Unità e conflitto in famiglia (2014, 7, p. 11) m Spazio e tempo in famiglia (2014, 6, p. 11) m Come giudicare i fidanzati conviventi? (2014, 5, p. 2) m Generare alla vita buona del Vangelo (2013, 41, p. 4) m Sinodo e famiglia. Il coraggio di Francesco (2013, 40, p. 1) m Famiglia futuro della società (2013, 33, p. 1) m La famiglia in primo piano (2013, 31, p. 14) m La famiglia educa alla custodia del creato (2013, 29, p. 5) m Parrocchia e famiglia iniziano alla fede (2013, 26, p. 1) m Divisi in matrimonio (2013, 22, p. 3) m Carità coniugale e carità pastorale (2013, 21, p. 6) m Famiglia italiana: lavori in corso (2013, 19, p. 3) m Famiglia: fragilità e speranze (2013, 19, p. 4) m Se anche la famiglia diventa “liquida” (2013, 19, p. 5) m Paese ricco, adolescenti poveri (2013, 2, p. 7) m 47a Settimana sociale a tema famiglia (2013, 1, p. 11).

La rivista Il Regno cura quotidianamente un blog a più voci.

venerdì 23 maggio 2014

Europa, la nostra casa



"Noi Vescovi riteniamo che i principi umani e cristiani che hanno ispirato la nascita dell’Unione Europea rimangono validi e vadano ripresi per un’applicazione reale, in una politica favorevole alla giustizia sociale, al lavoro per tutti, al sostegno della famiglia, alla vita, alla dignità della persona, alla solidarietà interna ed estera, all’accoglienza  più attiva e condivisa dei migranti e rifugiati e ad una missione per la pace e la libertà religiosa nel mondo.

Inoltre, in prossimità delle elezioni europee, giudichiamo molto importante la partecipazione ad esse. Il Parlamento Europeo è l’unico organismo dell’Unione Europea eletto dai cittadini e quest’anno è la prima volta che ciò avviene, dopo le nuove competenze ad esso attribuite dal Trattato di Lisbona (2009). La partecipazione attiva alle elezioni è un’opportunità per esercitare la propria co-responsabilità per il futuro dell’Europa".  

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I laici del popolo di Dio stavano già lavorando con le proprie mani in vista dell'importante appuntamento europeo, ma credo saranno in molti ad accogliere con viva soddisfazione le parole che i nostri Pastori hanno voluto inserire nel Messaggio di chiusura dell'Assemblea CEI.


L’Europa non è “altro” da noi: noi siamo l’Europa. Nonostante gli errori e le frenate che hanno ostacolato un cammino, l’Europa unita è ancora un progetto in cui i cristiani sono chiamati ad impegnarsi in prima persona. Per “riportare il bene comune all’attenzione della politica”, per “una comunità europea di solidarietà e responsabilità”, per ridare vigore al sogno dei Padri fondatori - tra cui il nostro Degasperi - che hanno speso le loro energie per costruire un futuro di pace per un'Europa dilaniata del 2° Conflitto mondiale.

E in questo 2014, 100° anniversario dell'inizio della Grande Guerra, mentre le vicende ucraine ci mostrano come la pace sia ancora tutt'altro che scontata, siamo tutti chiamati in prima persona a dare il nostro contributo, di cristiani, per la costruzione dell'Europa, la nostra casa.

Perché "senza l'Europa perdiamo il futuro"  

Questo il sito della Commissione dei vescovi accreditati presso la UE:  http://www.comece.org/

lunedì 11 novembre 2013

Partita e partito


«Se giocate guai a voi»: così gli ultras del club Nocerina, non ammessi allo stadio, ai giocatori della loro squadra. La quale, tra sostituzioni e infortuni platealmente simulati, ha mandato la formazione in inferiorità numerica, costringendo l’arbitro a decretare la fine dell’incontro dopo 20 minuti di gioco. In cielo, un aereo trascinava lo striscione «Rispetto per Nocera e per gli ultras». «Brutta pagina di sport» ha commentato il questore di Salerno.

«Anche Fini e altri ebbero due settimane di spazio sui giornali, ma poi è finita come è finita», dice Berlusconi ai ministri del suo partito in un’intervista all’Huffington Post, per “invitarli” a ritirarsi dall’alleanza con chi intende dare conferma politica a quanto stabilito dalla legge e da una sentenza. «Ripeto: è nel loro interesse ascoltare cosa dicono i nostri elettori, per non commettere errori che li segnerebbero per tutta la vita», mentre i media strisciano il richiamo al «metodo Boffo». «Brutta pagina di politica», commento io.

martedì 15 ottobre 2013

Priebke. Preghiamo

Il Corriere della sera lancia un sondaggio sulla domanda: «Erich Priebke era credente. Ha diritto ai funerali in chiesa?». Comprendo la necessità di provocare e semplificare quando si vogliano ottenere risposte numerose in bianco e nero (sì o no). Non mi ritrovo nel sì e nemmeno nel no. Se si domanda se ne abbia “diritto” la mia risposta è no. Non perché è Priebke, ma perché nessuno ha “diritto” alla misericordia di Dio o alla benedizione della Chiesa. Neanche il papa. Pretendere i funerali in chiesa, come fa Paolo Giachini, il suo legale, rende già per se stessa la domanda “irricevibile”. Diverso è domandarsi se la comunità cristiana possa o debba pregare per chiunque, a prescindere dal giudizio che ciascuno di noi possa dare su una persona. Sono rimasto rattristato dal rifiuto delle esequie cristiane a Piergiorgio Welby, che aveva tolto a sé la propria vita per ragioni di cuore, mentre si celebravano i funerali solenni di Pinochet che la vita l’ha tolta a tanti per ragioni di potere. Senza che debba assumere forme pubbliche, senza che debba culminare necessariamente in una sepoltura, penso che la comunità cristiana faccia bene a pregare per Priebke. Perché sia fatta su di lui e sulle sue vittime la volontà del medesimo Dio, che esercita la sua giustizia per dare la vita; anche nei confronti di chi ha esercitato l’ingiustizia e ha “giustiziato” degli innocenti. Una preghiera non perché lui abbia vissuto il vangelo, ma perché noi vogliamo viverlo.