lunedì 13 ottobre 2014
Papa Francesco si è giocato la canonizzazione
Il direttore di Settimana, Lorenzo Prezzi, interviene sul blog de Il Regno:
papa Francesco si è giocato la canonizzazione.
Per seguire il Sinodo
Settimana sul tema nel 2013 e 2014
Il sinodo del coraggio e dell’umiltà (2014, 35,
p. 1) m Il sinodo tra dottrina e pastorale (2014, 35, p.
2) m Una “casa” ospitale per divorziati risposati
(2014, 35, p. 6) m Il libro aperto e le mani piagate (2014, 35, p.
11) m Famiglia tra codice e vita (2014, 28, p. 1) m Il matrimonio “complesso” e la salvezza dell’altro
(2014, 26, p. 8) m Essere genitori oggi: missione (im)possibile?
(2014, 23, p. 8) m Kasper: «Il Vangelo della famiglia» (2014, 21, p.
15) m Casomai ci ripensiamo (2014, 20, p. 5) m Le radici sponsali dell’essere umano (2014, 19,
p. 5) m La famiglia fa la differenza (2014, 18, p. 7) m Laici sposati “bene” di Chiesa e società (2014,
18, p. 8) m Se muore il matrimonio… (2014, 17, p. 8) m La famiglia: osservare e ascoltare (2014, 16, p.
11) m Come aiutare la famiglia (2014, 14, p. 2) m Sulla famiglia il papa non gioca al ribasso
(2014, 13, p. 12) m Convivenze, nozze incerte, famiglie instabili
(2014, 12, p. 1) m Il «noi» è superiore all’“io” e al “tu” (2014, 9,
p. 11) m Per una famiglia legata al reale (2014, 8, p. 11) m Unità e conflitto in famiglia (2014, 7, p. 11) m Spazio e tempo in famiglia (2014, 6, p. 11) m Come giudicare i fidanzati conviventi? (2014, 5,
p. 2) m Generare alla vita buona del Vangelo (2013, 41,
p. 4) m Sinodo e famiglia. Il coraggio di Francesco
(2013, 40, p. 1) m Famiglia futuro della società (2013, 33, p. 1) m La famiglia in primo piano (2013, 31, p. 14) m La famiglia educa alla custodia del creato (2013,
29, p. 5) m Parrocchia e famiglia iniziano alla fede (2013,
26, p. 1) m Divisi in matrimonio (2013, 22, p. 3) m Carità coniugale e carità pastorale (2013, 21, p.
6) m Famiglia italiana: lavori in corso (2013, 19, p.
3) m Famiglia: fragilità e speranze (2013, 19, p. 4) m Se anche la famiglia diventa “liquida” (2013, 19,
p. 5) m Paese ricco, adolescenti poveri (2013, 2, p. 7) m 47a Settimana sociale a tema famiglia
(2013, 1, p. 11).
La rivista Il Regno cura quotidianamente un blog a più voci.
mercoledì 28 maggio 2014
venerdì 23 maggio 2014
Europa, la nostra casa
"Noi
Vescovi riteniamo che i principi umani e cristiani che hanno ispirato la nascita
dell’Unione Europea rimangono validi e vadano ripresi per un’applicazione
reale, in una politica favorevole alla giustizia sociale, al lavoro per tutti,
al sostegno della famiglia, alla vita, alla dignità della persona, alla
solidarietà interna ed estera, all’accoglienza più attiva e condivisa dei migranti e
rifugiati e ad una missione per la pace e la libertà religiosa nel mondo.
Inoltre, in prossimità delle elezioni europee, giudichiamo molto importante la partecipazione ad esse. Il Parlamento Europeo è l’unico organismo dell’Unione Europea eletto dai cittadini e quest’anno è la prima volta che ciò avviene, dopo le nuove competenze ad esso attribuite dal Trattato di Lisbona (2009). La partecipazione attiva alle elezioni è un’opportunità per esercitare la propria co-responsabilità per il futuro dell’Europa".
I laici del popolo di Dio stavano già lavorando con le proprie mani in vista dell'importante appuntamento europeo, ma credo saranno in molti ad accogliere con viva soddisfazione le parole che i nostri Pastori hanno voluto inserire nel Messaggio di chiusura dell'Assemblea CEI.
L’Europa
non è “altro” da noi: noi siamo l’Europa. Nonostante
gli errori e le frenate che hanno ostacolato un cammino, l’Europa unita è
ancora un progetto in cui i cristiani sono chiamati ad impegnarsi in prima
persona. Per “riportare il bene
comune all’attenzione della politica”, per “una comunità europea di solidarietà
e responsabilità”, per ridare vigore al sogno dei Padri fondatori - tra cui il nostro Degasperi - che hanno speso le loro energie per costruire un futuro di pace per un'Europa dilaniata del 2° Conflitto mondiale.
E in questo 2014, 100° anniversario dell'inizio della Grande Guerra, mentre le vicende ucraine ci mostrano come la pace sia ancora tutt'altro che scontata, siamo tutti chiamati in prima persona a dare il nostro contributo, di cristiani, per la costruzione dell'Europa, la nostra casa.
Perché "senza l'Europa perdiamo il futuro"
Questo il sito della Commissione dei vescovi accreditati presso la UE: http://www.comece.org/
lunedì 11 novembre 2013
Partita e partito
«Se giocate guai a voi»: così gli ultras del club Nocerina,
non ammessi allo stadio, ai giocatori della loro squadra. La quale, tra
sostituzioni e infortuni platealmente simulati, ha mandato la formazione in
inferiorità numerica, costringendo l’arbitro a decretare la fine dell’incontro
dopo 20 minuti di gioco. In cielo, un aereo trascinava lo striscione «Rispetto
per Nocera e per gli ultras». «Brutta pagina di sport» ha commentato il
questore di Salerno.
«Anche Fini e altri ebbero due settimane di spazio sui
giornali, ma poi è finita come è finita», dice Berlusconi ai ministri del suo
partito in un’intervista all’Huffington Post, per “invitarli” a ritirarsi dall’alleanza
con chi intende dare conferma politica a quanto stabilito dalla legge e da una
sentenza. «Ripeto: è nel loro interesse ascoltare cosa dicono i nostri
elettori, per non commettere errori che li segnerebbero per tutta la vita»,
mentre i media strisciano il richiamo al «metodo Boffo». «Brutta pagina di
politica», commento io.
martedì 15 ottobre 2013
Priebke. Preghiamo
Il Corriere della sera lancia un sondaggio sulla domanda: «Erich Priebke era credente. Ha
diritto ai funerali in chiesa?». Comprendo la necessità di provocare e
semplificare quando si vogliano ottenere risposte numerose in bianco e nero (sì
o no). Non mi ritrovo nel sì e nemmeno nel no. Se si domanda se ne abbia
“diritto” la mia risposta è no. Non perché è Priebke, ma perché nessuno ha
“diritto” alla misericordia di Dio o alla benedizione della Chiesa. Neanche il
papa. Pretendere i funerali in chiesa, come fa Paolo Giachini, il suo legale,
rende già per se stessa la domanda “irricevibile”. Diverso è domandarsi se la
comunità cristiana possa o debba pregare per chiunque, a prescindere dal
giudizio che ciascuno di noi possa dare su una persona. Sono rimasto rattristato
dal rifiuto delle esequie cristiane a Piergiorgio Welby, che aveva tolto a sé
la propria vita per ragioni di cuore, mentre si celebravano i funerali solenni
di Pinochet che la vita l’ha tolta a tanti per ragioni di potere. Senza che
debba assumere forme pubbliche, senza che debba culminare necessariamente in
una sepoltura, penso che la comunità cristiana faccia bene a pregare per
Priebke. Perché sia fatta su di lui e sulle sue vittime la volontà del medesimo
Dio, che esercita la sua giustizia per dare la vita; anche nei confronti di chi
ha esercitato l’ingiustizia e ha “giustiziato” degli innocenti. Una preghiera
non perché lui abbia vissuto il vangelo, ma perché noi vogliamo viverlo.
mercoledì 18 settembre 2013
Pensiero magico
Suonano alla porta. La mamma va ad aprire. Il piccolo è subito dietro di lei e,
sulla soglia, non vede la faccia del corriere ma solo un grande pacco che lo
copre dalla cintura in su. La mamma chiede prudentemente di controllare il
contenuto, firma il tagliando di consegna e dice al ragazzino: «Guarda che
fortuna! È arrivato proprio il giorno del tuo compleanno!». Salti di gioia!
Anche il cane scodinzola.
Aveva scelto, insieme a papà, su Internet,
un monitor nuovo per il suo PC, così i film avrebbero avuto colori brillanti e i
giochi effetti più realistici.
«Mettiamolo nella mia stanza! Mettiamolo
nella mia stanza!». «E va bene, mettiamolo nella tua stanza, ma devi aspettare
stasera quando torna papà. Lui è capace di installarlo, io no. Questa è la
regola: non toccare nulla prima che arrivi papà». «Sì, sì, te lo prometto; però
mettiamolo nella mia stanza!».
Ma qualche ora è troppo per chi –
esageratamente coccolato – è abituato ad avere tutto subito, come il monitor
nuovo alla sua età. E allora, mentre la mamma è indaffarata in cucina, sfila
piano piano l’oggetto fantastico dall’involucro, un po’ arruffato dopo il
controllo della mamma. Un po’ la frenesia, un po’ il peso dell’oggetto... gli
scivola di mano e – per la Legge di Murphy – batte di spigolo. Uno scricchiolio
fa pensare male.
Il bimbo riavvolge in fretta il monitor
nelle sue bende di plastica a bollicine e lo ripone nello scatolone. Si sa, i
bimbi sono convinti che, coprendosi gli occhi, nessuno li
veda...
Arriva papà. Festa. «Papà, installa il
monitor prima di cenare, ti prego!». «Va bene, oggi è il tuo compleanno, comandi
tu!». E la mamma: «Non mi pare che gli altri giorni sia
diverso...!».
Papà intronizza il monolito nero sul
tavolino... c’è qualcosa di strano. Basta accenderlo e... si palesa un crepa in
diagonale. Tutto attorno i colori disegnano sullo sfondo frattali curiosi e
finanche piacevoli, se non fosse che decretano l’inutilizzabilità dell’oggetto
prezioso per gli scopi propri.
«Cara, ma non hai controllato il pacco prima
di firmare la ricevuta?». «Sì che l’ho controllato! – dice mamma – e ti assicuro
che era a posto». Rivolta al figlio: «Mi avevi promesso che avresti aspettato
papà!». «Ma io non ho fatto niente, mamma!». «Allora qualcuno mi deve spiegare –
interviene papà raccogliendo un pezzetto di plastica nera da terra – come mai
questa scheggia era fuori dallo scatolone e... si incastra perfettamente
qui!».
«È colpa sua!», dice umiliato ma non vinto
il ragazzino. «Io non volevo che lui si rompesse e perciò non doveva rompersi. E
se tu, papà, stavi a casa dal lavoro, questo non sarebbe
successo!».
«Lasciamo perdere, Silvietto, che
abbiamo cose più importanti da fare...».
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